12/24/2009

Buon Natale!

Cari amici, in vista della giornata della Natività voglio fare a tutti voi un augurio particolare e sentito. Il messaggio di Cristo, per i credenti e per i non credenti, si sintetizza in un grande messaggio di amore verso il prossimo, di attenzione ai più umili, di considerazione della persona umana come qualcosa di grande e di nobile a prescindere dalla nascita, dalla posizione sociale, dalle capacità, dal sesso e dalla religione.
Credo fermamente che anche la politica debba prendere ispirazione da questo messaggio, per tornare ad essere alta e nobile, fatta per qualcosa di importante, non per tornaconti personali o per interessi meschini o particolari.
Una politica del fare, una politica di servizio, che tenga sempre ben a mente di dover avere il bene comune come stella polare della sua concreta azione e che sappia anticipare ed accompagnare, e non inseguire, le mutazioni della nostra società. Con fermezza e rispetto dell'altro.
E' con questo spirito che Vi faccio i più cari auguri per un Natale sereno e per un 2010 ricco di soddisfazioni, e non solo.

12/15/2009

Berlusconi -Tartaglia

Che sia chiaro: nessuna giustificazione a chiunque ricorra alla violenza per far valere la propria ragione (ragione?!). Soprattutto a chiunque la giustifichi.

12/11/2009

Babbo Natale arriva in tram!


Carissimi,venerdì l'Assessore al decentramento del Comune di Milano Andrea Mascaretti ha presentato il tram di Babbo Natale realizzato con ATM e Poste Italiane dedicato a tutti i bambini delle zone (panettone, annullo postale, letterina a Babbo Natale con invio di un piccolo regalo da parte di poste italiane a casa dei bambini e animazione a bordo del tram).
Vi invito ad essere presenti con gli amici e gli insegnanti e i vostri bambini! Il tram li aspetterà ai seguenti capolinea dalle 10.30 alle 16.30 secondo questo calendario: sabato 12 dicembre – Ospedale Maggiore – fronte ospedale; domenica 13 dicembre – via Milesi – capolinea tram 5; sabato 19 dicembre – Stazione Centrale – capolinea tram 29/30; sabato 20 dicembre – Gratosoglio – capolinea tram 3. Io sarò presente il 19 dicembre alle ore 10.30. Per info: tel. 02 88462796 .

11/24/2009

GIANFRANCO FINI PRESENTA IL SUO LIBRO A MILANO

Martedì 24 novembre, presentazione del libro del presidente della Camera, Gianfranco Fini "Il futuro della libertà - Consigli non richiesti ai nati nel 1989". Sono previsti gli interventi dello stesso Gianfranco Fini, di Sergio Romano e Michele Salvati.- Ore 18.00, Fondazione Corriere delle Sera, Sala Buzzati (via Balzan, 3 - Milano).

Democristiani mai

Riceviamo e pubblichiamo / Corriere della Sera - (21 novembre 2009)/ La lettera
Cara Ferretto, mai democristiani
La legittima decisione di Silvia Ferretto di passare all' UDC, mi induce a ricordare lo stato d' animo di molti di noi, allora militanti del MSI, di fronte alla nascita di An. La preoccupazione maggiore non era l' abbandono di miti, valori e obiettivi politici che erano stati la bandiera del partito di Giorgio Almirante, in cui eravamo cresciuti fisicamente e politicamente. No, la vera preoccupazione era quella di diventare democristiani. Non tanto e non solo perché aborrivamo la politica fondata solo sul compromesso contingente, ma perché non volevamo una politica priva di una vera identità, buona per tutte le stagioni e per tutti i gusti. Eravamo consapevoli che i cambiamenti intervenuti nella società italiana e in Europa non ci consentivano di restare ancorati al passato, ma volevamo che i nostri valori, non più filtrati da una cultura politica largamente anacronistica, continuassero ad essere di riferimento nel nuovo agire politico. La fusione tra An e Fi, per dar vita al Pdl, ha impresso un' accelerazione verso una forma partito più indistinta e meno caratterizzata. Un passaggio necessitato, ma che fa correre il rischio di trasformare il partito in una sorta di supermarket della politica dove ognuno può trovare nei vari scaffali l' offerta personalizzata. Mi si potrà rispondere, parafrasando Humphrey Bogart, che questa è la modernità, bellezza! Personalmente però continuo a credere che senza un forte, seppur flessibile, ancoraggio ideale, la politica diventi solo aggregazione transitoria. Taxi sui quali, come diceva Enrico Mattei, si può salire e scendere a seconda della bisogna. Di fronte a questo scenario, resto un nostalgico.
Carlo Borsani
Presidente Fondazione Besta

11/19/2009

COMUNE DI MILANO. PAOLO MASSARI ENTRA IN GIUNTA.

Milano, 18 novembre 2009 - Paolo Massari è il nuovo Assessore del Comune di Milano. Lo ha nominato il Sindaco Letizia Moratti. Massari avrà le deleghe per la promozione delle politiche per l’ecologia ambientale relative all’inquinamento atmosferico e acustico; il coordinamento con la Regione per lo sviluppo delle politiche ambientali relative a inquinamento atmosferico e acustico; la definizione delle politiche relative al miglioramento dei servizi di smaltimento rifiuti e pulizia della città; controllo della qualità dei servizi erogati da Amsa; definizione dei piani per la pulizia esterna degli edifici; definizione di un piano di interventi per attrezzare vie e piazze cittadine ai fini del miglioramento dell’igiene urbana.Il Sindaco ha conferito al vicesindaco Riccardo de Corato, a integrazione delle deleghe assegnate lo scorso 30 ottobre, la delega per la definizione delle politiche dei trasporti, della mobilità e delle politiche tariffarie per il trasporto pubblico; la promozione e lo sviluppo di iniziative specifiche per ridurre il traffico cittadino (tariffe di ingresso veicoli inquinanti, car sharing, car pooling, politiche dei tempi e degli orari della città); il controllo della qualità dei servizi erogati da ATM e lo sviluppo, d’intesa con Provincia e Regione, dei piani integrativi per la mobilità e il trasporto pubblico urbano ed extraurbano.L’assessore Cadeo avrà la delega per la promozione, sviluppo e controllo qualitativo delle attività relative al bike sharing e per la promozione, insieme con l’assessore Sviluppo del Territorio Carlo Masseroli e con l’assessore alle Attività Produttive, Giovanni Terzi, di progetti relativi agli spazi esterni di pertinenza dei pubblici esercizi.All’assessore Carlo Masseroli è stata conferita la delega per la pianificazione delle infrastrutture di trasporto, traffico, viabilità e parcheggi, d’intesa con l’assessore alle Infrastrutture e Lavori Pubblici.Infine l’assessore Bruno Simini avrà la delega per il controllo sui lavori sul suolo e nel sottosuolo realizzati da A2A, MM e ATM d’intesa con il Vice Sindaco nei casi in cui riguardino la viabilità comunale, e il controllo delle attività di MM.

11/12/2009

MILANO NERO-AZZURRA, SABATO 14 NOVEMBRE..

Milano si tingerà di un nuovo "nero azzurro", sabato 14 novembre a San Siro, nell'attesissima sfida Italia-All Blacks. Gli Azzurri di Nick Mallett affrontano i neri All Blacks in uno scontro che già sa di leggenda con gli 80.018 biglietti venduti a San Siro! Finale scontato??? Vedremo
Intanto apprendo...
MILANO, 11 novembre 2009 - “Milano avrà un nuovo stadio del rugby. Stiamo decidendo l'area ideale con l'assessore allo Sviluppo del Territorio Masseroli, presto daremo l'annuncio”. La notizia arriva a fine mattinata, quando ormai gli All Blacks hanno chiuso allenamento e sessione di autografi all'Arena civica, eccezionalmente aperta a un migliaio di studenti. A darla è l'assessore allo Sport Alan Rizzi, presente con il sindaco Letizia Moratti in una sorta d'incontro ufficiale tra i neozelandesi e il Comune di Milano. Ma i più contenti, alla fine, sono loro, i ragazzi: in quaranta sono arrivati addirittura da L'Aquila e tocca al più piccolo scambiare l'ovale con Richie McCaw, il capitano dei tutti neri.

11/10/2009

ESCORT ... Ma va, va va

Una pugnalata nello stomaco mi ha svegliata. Guardo la radio sveglia: sono le tre e venti. Immediatamente mi alzo e piombo in bagno,ma una voce... «Ti chiami Escort, sensuale e affascinante, alta un metro e settantasette, avventuriera, millantatrice, femme fatale,vuoi venire con noi?» Che? La voce di Lucignolo? Sto sognando o sono impazzita? E poi, e poi inizio a ricordare; la porta della camerada letto era aperta, lui era nel mondo dei sogni. Come sempre il televisore era acceso e ad altissimo volume: «Salve ragazzi. Macome chi è? Sono io, il vostro dj della notte. Allora chi la fa la bella vita? Quelli che in vacanza o quelli che... Avete sentito che voce calda e sensuale?». Guardavo quelle immagini e pensavo: “Lucignolo,ma va’, va’! Gente che balla e sballa. Bel paese dei balocchi! Donne svestite o vestite da prostitute, paparazzi, luci e musica, e io? Io sono sfinita! Mille chilometri per un po’ di riposo. Il bollino sarà rosso o nero? Casa, figli, genitori e se ci penso bene, quasi quasi m’è passata pure la voglia. Le valigie? Ma chi se ne. Dapprima fare le pulizie, altrimenti troverò una coltivazione di funghi porcini, poi annotare come funziona la lavatrice, colori dei sacchi per la raccolta differenziata, quanti misurini per il cane e quante bustine per il gatto, e poi una serie di ‘ricordati questo’, ‘attento aquello’, e ‘so che sto parlando per niente’. Lavo, stiro e faccio la spesa, poi finalmente salirò in macchina e penserò che era meglio prima, quando le vacanze erano meno vacanze, ma eravamo tutti lì, e quando sarò completamente disintossicata, eh sì, è già ora ditornare”. Lucignolo, cos’è un cambio d’identità? Ancora donna ma di dubbia moralità? Lascia stare! Sono stressata e un po’ fuori dal normale, ma se è possibile voglio rimanere tale e quale. Centro operativo 118. Ora d’arrivo: 4.20. Codice rosso: episodio sincopalecon caduta a terra, trauma al capo e all’emicostato sinistro. La signoraè vigile, collaborante e orientata. [ Escort - Fiorella Carrera, da Italians pag.43, pubblicato nel dicembre 2008]

Abbattiamo il muro di omertà. Basta elemosine ai bambini!

E' un appello, quello che mi sento di fare, alla gente per bene. SMETTIAMO DI FARE L'ELEMOSINA AI BAMBINI E ROMPIAMO QUEL MURO DI OMERTA', CONNIVENZA E COLPEVOLE PIETISMO con cui ogni giorno diamo "una piccola monetina" a quei bambini usati in modo vergognoso e infame dai mendicanti in metropolitana, in autobus, sul ciglio della strada... Dare loro una moneta significa essere conniventi e complici di quegli adulti che rubano la loro infanzia sbattendoli per strada a fare l'elemosina con un bicchiere di carta in mana. BASTA.

11/07/2009

Piazza Aspromonte a Milano


L'On. Guido Podestà apre Palazzo Isimbardi

Il presidente della Provincia di Milano, l'On. Guido Podestà ,ha deciso di aprire Palazzo Isimbardi ai cittadini, domenica 8 novembre, ore 15.00, in Sala Alessi. Un'occasione per conoscere anche la bellezza storica e artistica del palazzo, sede storica di questa amministrazione dal 1935 e incontrare la nuova Giunta.

11/04/2009

Asta pubblica del 9 e 10 novembre 2009

A MILANO, Il giorno 9 novembre 2009, con eventuale prosecuzione nel giorno 10 novembre 2009, sino ad esaurimento dei beni, dalle 9.00 alle 12.30 presso la sede del servizio custodia oggetti - civiche depositerie di via Gregorovius n. 15 - si effettuerà la vendita, mediante asta pubblica ed al miglior offerente, di:
•capi di abbigliamento di varia tipologia (calze, intimo, giubbotti, scarpe, ecc.),
•bigiotteria (anelli, bracciali, orecchini, collane, ecc.),
•biancheria casa (tovaglie, tappeti, tende, lenzuola, ecc.),
•soprammobili di vario genere e foggia (oggetti in legno, rame, ottone, ecc.),
•pelletteria varia (borse, portamonete, cinture, ecc.),
•portaincenso, confezioni incenso varie fragranze,
•accessori vari abbigliamento (cappelli, sciarpe, guanti, bandane, pashmine, moneta varia fuori corso).
Presso le civiche depositerie di via Gregorovius n. 15 sarà possibile consultare, nei 5 giorni antecedenti l'asta, l'elenco dettagliato degli oggetti posti in vendita.
I lotti singoli e/o accorpati saranno illustrati dal banditore agli acquirenti al momento dell'asta.
Per informazioni, tel. 02. 0202

10/15/2009

Tutto l'anno in verde ... Domenica 18 ottobre

Il Consiglio di Zona 3 di Milano intende organizzare una serie di giornate dedicate ai temi dell’ambiente e della natura, con l’obiettivo dipromuoverne la conoscenza stimolando azioni da parte del singolo cittadinoper contribuire ad accrescere le aree verdi della città di Milano,educandolo al rispetto della natura e alla possibilità concreta dimigliorare, anche individualmente, il proprio territorio. L’attenzionerivolta soprattutto alla salvaguardia delle aree verdi della Zona 3 e allaloro valorizzazione, deriva dall’osservazione e dalla conoscenza dellospazio in cui la persona, prima di tutto, trova la sua dimensione di“cittadino”. Il convincimento di questo Consiglio è che tutti noi possiamocontribuire ad accrescere le aree verdi della nostra città, educando i piùpiccoli al rispetto della natura e alla possibilità concreta di migliorare,anche individualmente, il proprio territorio. Da qui l'iniziativa "Tuttol'anno in verde..." : attraverso laboratori e visite guidate gratuitescopriremo insieme ad esperti di botanica i tesori verdi che la nostrazona possiede e soprattutto impareremo a rispettarli. Vi aspetto quindi domenica prossima 18 ottobre, in Piazza Leonardo da Vinci a partire dalle ore 14.

PROGRAMMA
ORE 14.00: Inizio manifestazione e Benvenuto delle Istituzioni
ORE 15.00: Siamo tutti giardinieri!Scopriremo come mantenere verde il nostro balcone, orto o giardinodurante i mesi invernali grazie ai preziosi consigli dei nostri esperti.
ORE 15.00: Le Favole del Gatto BartolomeoUn cantastorie racconterà le fantastiche avventure del GattoBartolomeo per i più piccoli.
ORE 15.00: Visita guidata gratuita a Piazza Leonardo da VinciPasseggeremo in compagnia di un esperto di botanica che ci faràscoprire le numerose e variegate specie arboree che nasconde lanostra zona.
ORE 16.30: Laboratorio verde per bambiniDiventa un piccolo giardiniere ed impara anche tu a far crescere la tuapiantina!
ORE 17.00: Una nuova visita guidata dedicata alla“Signora di Città Studi”Una nuova passeggiata alla scoperta di Piazza Leonardo da Vinci e deisuoi dintorni, accompagnati dalle parole dei nostri esperti di botanica.
ORE 17.30: Torna il Gatto Bartolomeo!Ascolteremo una nuova esilarante avventura del Gatto Bartolomeo edella sua allegra combriccola.
ORE 18.30: Discorso di chiusura e ringraziamenti
* In caso di maltempo, la giornata slitterà a Domenica 25 Ottobre 2009

Asta pubblica del 26 e 27 ottobre 2009

Nei giorni 26 e 27 ottobre 2009, con eventuale prosecuzione nel giorno 28 ottobre 2009 sino ad esaurimento dei beni, dalle ore 9.00 alle 12.30 presso la sede della SIVAG S.p.A. in Via Milano 10 a Redecesio di Segrate (MI) si effettuerà la vendita mediante asta pubblica ed al miglior offerente di oggetti diversi, preziosi, oggetti di valore. Presso l’Ufficio Oggetti Rinvenuti di Via Friuli 30 a Milano, e su questa pagina web, sarà possibile consultare, nei 5 giorni antecedenti l'asta, l'elenco dettagliato degli oggetti posti in vendita.I lotti saranno illustrati dal banditore agli acquirenti al momento dell'asta.

10/13/2009

E' il Cav. a infettare l'Italia? di Giampaolo Pansa

L’Italia è condannata e non si salverà più. Il boia che la uccide è, ovviamente, il malvagio Caimano, vale a dire Silvio Berlusconi. E anche nel caso che il Cavaliere scompaia, resterà sempre a infettarci la sua eredità: il maledetto berlusconismo. Che completerà l’opera del suo inventore, continuando ad agire come un virus spietato, capace di contagiare tutto e tutti.
È questa la tesi sostenuta sull’Unità di venerdì 9 ottobre da Giorgio Bocca, intervistato da Oreste Pivetta. Il cronista gli chiede: «Che succederà dopo la bocciatura del Lodo Alfano?». Bocca risponde: «Berlusconi rimarrà al governo, i suoi avvocati inventeranno mille cavilli perché i suoi processi cadano in prescrizione. E se anche Berlusconi dovesse cadere resterà il berlusconismo, il male profondo di un paese che ha così poca dignità da accettare la guida di un uomo corrotto che sta distruggendo la democrazia».
Qualche lettore del Riformista si chiederà che cosa c’è di nuovo in questa tesi. È da quando ha messo in piedi le sue tivù, dove ha lavorato anche Bocca, che il Cavaliere viene accusato di ammazzare la democrazia e di guastare un paese perfetto come l’Italia.
Le tante sinistre lo ripetono di continuo, salvo qualche momentanea eccezione. Per esempio, quella di Max D’Alema che nell’aprile 1996, vigilia di elezioni, andò in visita pastorale agli studi milanesi di Mediaset e disse: «Questa azienda è un patrimonio dell’Italia, una risorsa per il paese». Ma adesso niente più eccezioni. E giù botte sul Caimano.
Eppure nel passaggio bocchista che ho citato una novità esiste. Ed è quella destinata a toglierci ogni speranza. Anche quando il Cavaliere sarà morto e sepolto, la sua maledizione satanica continuerà a fare il proprio lavoro. Completando la mutazione della nostra bella Italia in un posto sempre più infernale. Ma questa convinzione, molto diffusa tra gli avversari del Berlusca, ci obbliga a una domanda: prima dell’apparizione del Caimano l’Italia era proprio tanto bella?
L’età mi concede il privilegio di aver visto, e raccontato sui giornali, com’eravamo prima del fatale 1994, l’anno della discesa in campo di Berlusconi. Sfoglio il mio album della memoria e vengo assalito da uno tsunami di ricordi tutti negativi. Vediamoli insieme, un po’ alla rinfusa e con disordine.
Prima di tutto, la corruzione della casta politica, sfociata nel disastro di Tangentopoli e nel giustizialismo di Mani Pulite, sacrosanto e tuttavia non sempre imparziale, misurato e risolutivo. Poi la mafia, con i suoi crimini. Il terrorismo rosso e nero, la fabbrica di centinaia di assassinati. L’evasione fiscale, cancro antico e mai sconfitto. Il disastro scolastico, drammatico soprattutto ai piani alti, con un sistema universitario tra i peggiori al mondo. L’ignoranza e l’incompetenza dilaganti, sia pure meno di oggi. Il padrinaggio politico che inquinava il mercato del lavoro: niente posto a chi non disponeva di un santo in paradiso.
E ancora. I concorsi truccati, come gli appalti. L’inefficienza dell’apparato amministrativo pubblico, a tutti i livelli, da quello comunale a quello statale. La burocrazia asfissiante. L’assenteismo cronico, un male mai curato. Il disordine urbanistico. L’illegalità edilizia. Il divario terribile fra il Sud e il Nord. L’avarizia sociale. La mancanza di solidarietà. La sicumera imbecille nell’affermare che i diritti vengono prima dei doveri. Il maschilismo più ottuso, capace di rendere molte famiglie dei posti infernali. Per essere più chiaro, domando: le donne venivano pestate dai mariti, dai padri e dai fratelli anche prima dell’arrivo di Berlusconi o no?
Ecco un elenco di vergogne molto sommario, che i lettori del Riformista sono in grado di completare. Possiamo metterlo sul conto del Cavaliere? Se ci azzardassimo a farlo, dovremmo vergognarci di noi stessi. Sento replicare dalle tante sinistre: ma il Caimano sta al governo da quindici anni! Ecco un falso cronologico e politico. Dal 1994 a questo 2009 il centro-sinistra ha comandato per la metà del quindicennio, con i due governi di Romano Prodi. Il Cavaliere può aver fatto poco o nulla per rendere migliore l’Italia. Ma di certo non è la sola fonte di tutti i nostri guai.
Eppure nell’ansia disperata di spedire a casa Berlusconi e il suo partito, dilaga il vizio di pararsi le chiappe con un alibi debole e sfrontato. L’alibi suona così: la colpa è tutta del Caimano. Già, è lui che ha infettato l’Italia e continua a contagiarla. Leggo dodici quotidiani al giorno e ogni volta vedo ritornare questo mantra, recitato come una formula magica da non pochi opinionisti e da molti lettori.
In queste ore pessime per tutti, con la crisi economica e sociale che s’intreccia al caos politico, il mantra sta diventando assordante. Anche grandi giornali d’informazione, che avrebbero l’obbligo di mantenere la testa fredda, si abbandonano a un’illusione pericolosa. Quella che induce a pensare: una volta sparito il Caimano, ritornerà l’età dell’oro.
Ho già scritto più volte che di Berlusconi non m’importa niente. Non è il mio premier. Neppure il suo partito è la mia casa politica. Ma conosco bene i polli del pollaio di centro-sinistra. Quando non provo paura, mi fanno ridere. La settimana delle tre domeniche non l’ha ancora inventata nessuno. Credete che ci riesca un governo partorito da Franceschini, o da chi per lui, da Di Pietro e da qualche lunatico rosso? Provate a immaginarli al potere invece che al bar, questi quattro compari. E chiedetevi se non dovremo scappare all’estero.

10/09/2009

Scuola e Università: se ne discute con il ministro Gelmini

"Scuola e Università una riforma che premia le eccellenze", ne discuteranno - a Milano,Hotel Marriott (Via G. Washington, 66) lunedì 12 ottobre 2009, ore 18.30 - Mariastella Gelmini, Ministro Istruzione, Università e Ricerca; Guido Podestà, Presidente Provincia di Milano e Giuseppe Colosio, Direttore Ufficio Scolastico Regionale. Modera: Simona Arrigoni, Giornalista.I lavori saranno introdotti da Stefano Maullu, Assessore Regionale.

9/21/2009

Kabul, 16/09/2009: le parole vanno trovate














Signor Presidente, signor Ministro, onorevoli colleghi,

per me oggi forse è ancora più difficile trovare le parole in quanto i ragazzi caduti sono quelli del mio reggimento, della mia brigata, della mia «Folgore». Tuttavia le parole vanno trovate. Come giustamente ha detto lei, signor Ministro, oggi è il momento del silenzio e del cordoglio. Forse è anche il momento di rispondere con fermezza a chi - magari perché non è in grado di contare fino a dieci - si è permesso di rilasciare dichiarazioni inerenti il ritiro del nostro contingente. Si è parlato di exit strategy, forse perché il termine inglese fa più effetto, senza neanche capirne il significato.Penso che in questo momento i nostri soldati abbiano bisogno di tutt'altro. Hanno bisogno che vi sia non un Governo ma uno Stato vicino. Qui non c'è una questione di Governo di centrodestra o di centrosinistra. I nostri soldati sulla mimetica hanno il tricolore, non hanno i simboli politici e ciò non va dimenticato. Sono lì per portare la pace e questo ha un prezzo. La moglie del caduto ha detto giustamente di essere «orgogliosa e fiera» e lo siamo tutti noi. In questo momento la cosa più importante è far capire ai nostri soldati che non sono e non saranno mai lasciati soli. Quindi l'appello che rivolgo a tutti i colleghi presenti in quest'Aula è di evitare strumentalizzazioni di ogni genere e di ogni tipo e di avere rispetto per chi si è sacrificato per la propria patria e per coloro che rientreranno dall'Afghanistan in una cassa avvolta dal tricolore. Il Popolo della Libertà è con lei signor Ministro e con il Governo perché sa che questa missione deve continuare. Chi si diverte a farci saltare in aria deve sapere che i nostri soldati e che l'Italia intera non si tirerà mai indietro e domani i nostri uomini e le nostre donne che indossano l'uniforme continueranno a uscire dalle nostre basi.

On. Gianfranco Paglia, deputato del Pdl,
membro della commissione difesa e madaglia d'oro al valor militare

18 settembre 2009

8/06/2009

INNSE, ICHINO e altro (Corriere del 5 agosto '09)

Ichino ... "Non sarebbe meglio per tutti rispettare la libertà dell'impresa, vincolando quest'ultima soltanto, ma seriamente, a farsi carico fino in fondo dei costi sociali delle sue scelte?"





8/03/2009

Dal Bestiario di Giampaolo Pansa, 02/08/2009

Come dicevano le nostre madri? Chi la fa, l’aspetti. Se tu mi perseguiti, io ti renderò pan per focaccia. E comincerò a fare la stessa cosa a te. È il principio base di tutte le guerre civili. Ad ogni azione corrisponde una reazione. A una rappresaglia verrà risposto con un’altra rappresaglia. Sangue chiama sangue. È una verità che in Italia conosciamo bene. Di solito, le guerre civili vengono combattute con le armi vere, per uccidere. Ma si possono ingaggiare anche con i media. E prima di tutto con la carta stampata, con i giornali. È quel che sta accadendo in casa nostra e accadrà sempre più spesso. Il mezzo televisivo è importante, orienta il pubblico, costruisce carriere. Tuttavia sono i giornali il mezzo più adatto ad aggredire l’avversario. Non sto scoprendo l’acqua calda. Mi limito a ricordare quanto vediamo da due mesi. Verso la fine di maggio, Repubblica ha iniziato una guerra senza quartiere contro Silvio Berlusconi. A partire dall’affare Noemi e dall’immagine grottesca del suo “Papi”, il giornale diretto da Ezio Mauro non ha lasciato passare giorno senza assalire il presidente del Consiglio.
Sono stati usati tutti i mezzi. Le inchieste, le interviste, le fotografie, le registrazioni clandestine. L’obiettivo era di dimostrare che Berlusconi non meritava di rappresentare l’Italia, si comportava da puttaniere, organizzava festini a Palazzo Grazioli e a Villa Certosa. E inoltre era un bugiardo, la colpa più grave per un leader politico. L’offensiva di Repubblica è stata talmente intensa da far breccia. Ma non sulla vittima designata, bensì sul primo partito di opposizione. Abbiamo visto avvenire quel che non era mai accaduto in Italia. Un giornale ha dato la linea a un blocco politico con milioni di elettori. Il leader del Partito democratico, l’incauto Dario Franceschini, si è sdraiato sugli ordini impartiti da Mauro. Al punto di commettere, e proprio in campagna elettorale, la sua gaffe più madornale. Quella di chiedere agli italiani se avrebbero affidato l’educazione dei loro figli a un mignottaro come Berlusconi. A chi toccava replicare ai centurioni di Largo Fochetti? Soprattutto al primo fra i quotidiani del centro-destra: Il Giornale , diretto da Mario Giordano. La replica c’è stata, ma non pari alla forza dell’assalto. Giordano è un giornalista giovane e bravo, è un cattolico convinto, scrive ottimi articoli di fondo. Però non ha il cinismo duro di Mauro. Dunque non era l’uomo giusto per applicare la vecchia regola delle guerre politiche: a brigante, brigante e mezzo. Immagino che per questo il Cavaliere l’abbia silurato. Poteva farlo perché, attraverso il fratello Paolo, è l’editore della testata. Al posto di Giordano, ha messo Vittorio Feltri, sino a ieri direttore di Libero . Feltri è un giornalista di 66 anni, con alle spalle una lunga carriera, un primo della classe con un carattere da bergamasco duro. E soprattutto abituato a scrivere chiaro e con asprezza. Che cosa gli ha chiesto Berlusconi nell’insediarlo al Giornale ? Qui entriamo nel campo delle congetture, sia pure non del tutto campate in aria. Per prima cosa, gli ha dato il mandato di irrobustire Il Giornale in termini di copie vendute, portandole via soprattutto a Libero . E per seconda cosa, la più importante, di organizzare una risposta vera all’assalto di Repubblica . Conosco Feltri quel tanto che mi basta per dire, con simpatia: ecco un Cavallo Pazzo del giornalismo italiano, dove i quadrupedi saggi stanno diventando un po’ troppi. Vittorio non è il tipo che obbedisce con la testa bassa agli ordini di un padrone. Ma se l’editore gli propone un lavoro congeniale al suo carattere, sarà ben contento di farlo. E al meglio delle sue capacità. Per questo dobbiamo aspettarci una guerra civile dentro la carta stampata. Soltanto Feltri conosce quel che farà a partire dal 24 agosto, il giorno di esordio al Giornale. Ma niente impedisce al Bestiario di immaginare quali saranno i piatti più robusti del suo menù giornaliero. Repubblica sta coprendo di fango la vita privata del Cavaliere? Bene, il Giornale feltriano farà altrettanto con i big del Gruppo Espresso-Repubblica. Le suggestioni saranno molte. Potrà cominciare dall’editore, l’ingegner Carlo De Benedetti. Senza limitarsi a dire che si tratta di un capitalista eversore, per di più con il punto interrogativo. Feltri manderà i suoi cani da tartufi a rovistare nella vita pubblica e soprattutto in quella privata dell’Ingegnere. E soltanto Iddio sa che cosa potrà scovare. Ne potrebbe emergere un ritratto devastante. Dipinto con una crudeltà mai sperimentata dall’interessato. La stessa tecnica verrà usata nei confronti di Mauro, il direttore del giornale nemico, e di Eugenio Scalfari, il fondatore. Poi toccherà al soggetto più debole, il direttore dell’ Espresso , Daniela Hamaui. Colpevole di aver messo nel sito on line del settimanale i nastri registrati di nascosto da Patrizia D’Addario, la escort più famosa tra le tante che hanno allietato le notti di Palazzo Grazioli. Penso che la signora Hamaui ne sarà angosciata. Ma purtroppo la guerra non guarda in faccia a nessuno. Dalla carta stampata colerà il sangue e anche qualcosa di più immondo. A questo punto smetto di immaginare. E mi chiedo se tutto questo servirà a migliorare la credibilità del giornalismo italiano. La mia risposta è netta: no. Servirà soltanto a rendere più infernale la bolgia che stiamo già vivendo. Ma questa, ahimè!, è la regola numero uno di tutte le guerre civili.