1/18/2011

Madre Teresa


"Madre Teresa. Una bambina di nome Gonxhe”, in programma a Milano, a Palazzo Marino, in sala Alessi, dal 19 al 25 gennaio 2011.

1/11/2011

Italia, una e indivisibile

Fratelli d'Italia,
l'Italia s'è desta,
dell'elmo di Scipio
s'è cinta la testa.
Dov'è la Vittoria?
Le porga la chioma,
che schiava di Roma
Iddio la creò.
Stringiamoci a coorte,
siam pronti alla morte.
Siam pronti alla morte,
l'Italia chiamò.
Stringiamoci a coorte,
siam pronti alla morte.
Siam pronti alla morte,
l'Italia chiamò, sì!


Noi fummo da secoli
calpesti, derisi,
perché non siam popoli,
perché siam divisi.
Raccolgaci un'unica
bandiera, una speme:
di fonderci insieme
già l'ora suonò.
Stringiamoci a coorte,
siam pronti alla morte.
Siam pronti alla morte,
l'Italia chiamò, sì!


Uniamoci, uniamoci,
l'unione e l'amore
rivelano ai popoli
le vie del Signore.
Giuriamo far libero
il suolo natio:
uniti, per Dio,
chi vincer ci può?
Stringiamoci a coorte,
siam pronti alla morte.
Siam pronti alla morte,
l'Italia chiamò, sì!

Dall'Alpe a Sicilia,
Dovunque è Legnano;
Ogn'uom di Ferruccio
Ha il core e la mano;
I bimbi d'Italia
Si chiaman Balilla;
Il suon d'ogni squilla
I Vespri suonò.
Stringiamoci a coorte,
siam pronti alla morte.
Siam pronti alla morte,
l'Italia chiamò, sì!

Son giunchi che piegano
Le spade vendute;
Già l'Aquila d'Austria
Le penne ha perdute.
Il sangue d'Italia
E il sangue Polacco
Bevé col Cosacco,
Ma il cor le bruciò.
Stringiamoci a coorte,
siam pronti alla morte.
Siam pronti alla morte,
l'Italia chiamò, sì!

12/24/2010

Natale duemiladieci

Oggi, come ai tempi di Gesù, il Natale non è una favola per bambini, ma la risposta di Dio al dramma dell’umanità in cerca della vera pace. A noi spetta aprire, spalancare le porte per accoglierlo, anche se non lo comprendiamo pienamente. Buon Natale a tutti!

11/05/2010

Violenza sulle donne: case di accoglienza nelle zone di Milano

Ieri sera, a distanza di un anno dalla delibera presentata in Consiglio di Zona 3 a Milano in cui chiedevo la realizzazione in ogni zona di Milano di almeno una casa di accoglienza per le donne vittime di abusi che abbiamo trovato il coraggio di denunciare la violenza, ho presentato una interrogazione per verificare, ex L 109/1996 sull'uso sociale dei beni confiscati alla mafia, la possibilità di convertire tali beni - nel caso in cui fossero disponibili sul territorio - in case di accoglienza per le donne violate e i loro figli e rendere finalmente operativa la delibera del Consiglio di Zona 3.

10/08/2010

I lavoratori dentro i cda - Carlo Borsani

I lavoratori dentro i cda (Il Giornale del 07.10.2010)

Un tema caro alla Destra, soprattutto quando ancora si chiamava Msi, quello della partecipazione dei lavoratori nella definizione delle scelte dell’impresa in cui lavorano è tornato d'attualità. In diversi interventi è stato ricordato che in Germania i sindacati hanno la metà dei consigli di sorveglianza non in virtù di quote azionarie ma per il ruolo riconosciuto al lavoro, mentre, negli Usa, i sindacati sono entrati nei Consigli di Amministrazione per tutelare le azioni ricevute in cambio della cancellazione dei crediti sanitari.
Idee analoghe, il cui spirito ritrovo in una proposta di legge del senatore Pietro Ichino (Pd), furono sostenute nel secondo dopoguerra solo dal Msi ma, tacciate di corporativismo fascista, vennero frettolosamente espulse del dibattito culturale ed economico, nell’errata convinzione che fosse il conflitto, meglio se permanente, il motore dello sviluppo e del progresso.
La ricerca della contrapposizione a prescindere, ha segnato per lungo tempo le relazioni sindacali, comprese quelle del pubblico impiego ed, in particolare, della sanità pubblica. Dove, però, spesso riaffiora, come ho avuto modo di verificare direttamente nel corso della mia esperienza di Presidente della Fondazione Istituto Nazionale dei Tumori, con i sindacati mobilitati per mesi a raccogliere firme contro "la privatizzazione e lo smantellamento" dell'Istituto in conseguenza della sua trasformazione in fondazione.
Quella mobilitazione concorse a determinare l'eccentrica interpretazione, unica in tutto il panorama giuridico delle fondazioni in Italia, del carattere di diritto pubblico delle quattro Fondazioni sanitarie varate dalla Regione Lombardia. Si è persa, così, come è già stato scritto su queste pagine, una buona occasione per modernizzare la gestione della sanità pubblica, riconfermando, di fatto, una partecipazione senza responsabilità da parte dei sindacati dei lavoratori.
La sanità pubblica si trova di fronte a grandi sfide derivanti dall'allungamento delle aspettative di vita, dai grandi progressi delle conoscenze scientifiche, dello straordinario e sempre più costoso progresso tecnologico, ma anche da vincoli di bilancio sempre più stringenti che comportano un'oculata ed efficiente gestione di risorse per definizione scarse. E, allora, ecco la proposta, anche nella prospettiva della realizzazione della Città della Ricerca e della Salute: diamo rappresentanza ai lavoratori nel Consigli di Amministrazione delle Fondazioni, dando un ruolo istituzionale al lavoro, in cambio si chieda che venga rivisto il carattere di diritto pubblico delle stesse.
Il carattere pubblico delle Fondazioni, che è già garantito dalla legge e dagli statuti che prevedono la partecipazione di privati, ma in posizione di assoluta minoranza, non verrà meno, ma così si allargherà, assieme alla partecipazione, anche l’area della responsabilità. Si potrà anche verificare se le Fondazioni sono degli inutili carrozzoni o un'innovativa alternativa alle lentezze endemiche della pubblica amministrazione. Non so se questa proposta farà strada, ma, come diceva Giorgio Almirante, sarò felice se le mie idee fioriranno sulla bocca dei miei avversari.
*Presidente Fondazione IRCCS Istituto Neurologico
«Carlo Besta»

10/05/2010

L'unità d'Italia dopo 150 anni: se ne parla a Milano con l'Associazione Borsani

L'Associazione Nazionale M.O.V.M. Carlo Borsani è lieta di invitarVi all'incontro - dibattito "L’unità d’Italia dopo 150 anni" che ha organizzato a Milano, nella Sala Alessi di Palazzo Marino (Piazza della Scala 1), venerdì 15 Ottobre 2010, ore 17.30.
Sono previsti i saluti istituzionali di Riccardo De Corato, Stefano Di Martino e Carlo Fidanza; la relazione dello storico Luciano Garibaldi "Da Quarto a Teano" e a seguire gli interventi di Ignazio La Russa, Carlo Borsani, Federico Pizzi.
Coordina Franco Servello.

9/26/2010

Popolo della Libertà in festa a Milano

Segui in diretta la Festa del Polopolo della Libertà qui

9/15/2010

Minimaratona a Milano - domenica 26 settembre



Ciao a tutti!
Domenica 26 settembre è in prossimità e come promesso eccovi il programma della seconda edizione della minimaratona che organizza la nostra amica Carla Perrotti.
Lo spirito che anima la minimaratona è dimostrare che la motivazione, la partecipazione e il sostegno reciproco sono i pilastri per superare anche barriere apparentemente insormontabili.
Parenti, amici, amici di amici, mamme e papà con passeggini, squadre di basket, rugby, hokey, pallavolo, calcio, calcetto, bocce, scacchi, bridge...etc...etc... etc...etc.. sono caldamente invitati a partecipare.
Il ritrovo è in Piazza Castello Domenica 26 settembre alle ore 10.
Inutile dire che più si è , meglio è.
Let-me knew, grazie

Benedetta

7/11/2010

Tremonti, manovra economica, tagli, costi della politica e demagogia..uno spunto di rifessione

L' intervento "I costi della politica e i risparmi possibili" di Carlo Borsani (*)

Il dibattito sui costi della politica si intreccia con il rapporto tra spesa pubblica e prodotto interno lordo, ovvero tra quanto ci costa lo Stato, in tutte le sue articolazioni nazionali e locali, ed il valore delle ricchezza che il Paese produce in un anno. I costi della politica sicuramente incidono sull' ammontare della spesa pubblica aggregata, ma è fuorviante e demagogico sostenere che la soluzione dell' eccezionale debito e del deficit di bilancio pubblici possa venire solo intervenendo su quel versante. Sarebbe però altrettanto sbagliato rispondere con il «benaltrismo» di sinistra memoria. Ognuno è tenuto a guardare, in primo luogo, in casa propria per rimettere a posto i conti, usando quella «diligenza del buon padre di famiglia» che il Codice richiede nella gestione della cosa pubblica e non solo. La politica, intesa sia come istituzioni di rappresentanza, che di governo locali e nazionali, può infatti fare molto. Sul piano della rappresentanza è ormai unanime convinzione che il numero di senatori, deputati e, a scendere, consiglieri regionali, provinciali, comunali, di zona potrebbe tranquillamente essere ridotto in maniera significativa, con importanti risparmi, senza mettere in discussione la qualità della rappresentanza. Si potrebbe poi intervenire sulla razionalizzazione dei centri di spesa. Al riguardo penso ai piccoli Comuni. È vero che siamo il Paese dei cento o mille campanili, ma che in Italia ci siano oltre 8.000 Comuni ed in Lombardia circa 1.546, di cui due terzi circa con meno di 5.000 abitanti, è sicuramente un lusso che non ci possiamo più permettere. Anche perché non credo che, salvo documentate eccezioni, dovute alla posizione territoriale, l' accorpamento, ridurrebbe la qualità della democrazia e, soprattutto, peggiorerebbe la qualità dei servizi ai cittadini. Con questi risparmi, si potrebbe incominciare, a partire dalle realtà locali, a ridurre la pressione fiscale, a tutto vantaggio dei portafogli dei cittadini. Paradossalmente l' attuale situazione aiuterebbe ad affrontare una riflessione più razionale. Ma, se non ora, quando?

(*) Presidente Fondazione Neurologico Carlo Besta

Pagina 5 (4 luglio 2010) - Corriere della Sera

6/11/2010

Tremonti ha ragione. Così come sono, i Consigli di Zona è meglio abolirli

Benedetta Borsani (Consigliere PDL Zona 3):
“Tremonti ha ragione. Così come sono,
i Consigli di Zona è meglio abolirli”


Secondo il Ministro Giulio Tremonti, i Consigli di Zona, organi del cosiddetto decentramento comunale, sono organi inutili che vanno smantellati, anche per contribuire a ridurre i costi della politica. Stante la loro attuale funzione, ritengo che sia particolarmente difficile contestarlo.
L’alternativa sarebbe quella di attribuire ai Consigli di Zona, come avviene già in alcune realtà, reali poteri e risorse su materie (es. autorizzazioni varie in materia di piccoli interventi edilizi, utilizzo e gestione di spazi pubblici, interventi di politica sociale) legate alle concrete esigenze di una determinata zona. Il loro costo attuale verrebbe compensato da una ancor più rilevante riduzione di costi sociali ed economici che, oggi, gravano direttamente sui cittadini. Essendo però difficile, in mancanza di una volontà politica, che ciò avvenga, allora è meglio chiudere definitivamente un’esperienza che a Milano non è mai decollata, attribuendo però delle specifiche responsabilità e deleghe ai Consiglieri comunali.
In base ai risultati elettorali, ad esempio, al Consigliere comunale di maggioranza che ha conseguito il maggior numero di preferenze in una determinata Zona, potrebbe essere conferita una sorta di rappresentanza degli interessi della stessa, mettendolo in condizione di potersi confrontare direttamente ed ottenere pubbliche risposte dal Sindaco e dagli Assessori competenti sulle questioni da Lui sollevate.
Non sarà una rivoluzione, ma almeno le Zone disporrebbero di una reale rappresentanza a livello cittadino.
Perché non cominciare a discutere delle possibili alternative in un’assemblea di tutti i Consiglieri di Zona?


Milano, 10 giugno 2010

5/03/2010

Il Parrocco: accattonare è diseducativo

Sulla porta della Chiesa un appello ai fedeli
"Non date l'elemosina, accattonare è diseducativo"


articolo tratto da Il Giorno del 3 maggio 2010

4/29/2010

Sergio Ramelli , diciannove anni



tratto da E-polis Milano del 29 aprile 2010

4/28/2010

Milano: Bando di contributi ai giornali di zona

Avviato il "Bando per l'erogazione di contributi per il sostegno dell'editoria e dell'informazione periodica locale nel Comune di Milano". Entrando nel dettaglio il Bando è stato pubblicato sul sito internet il 26/04/2010; Inviato/Pubblicato alla/sulla Gazzetta Ufficiale il 24/04/2010 e il Termine di consegna delle domande di partecipazione e il Termine di consegna delle domande di partecipazione sono le ore 15.30 del 31 maggio. Il bando è a sportello fino all'esaurimento delle risorse stanziate pari a 20.000€. Per i dettagli segui il collegamento...

4/26/2010

Dovere di cronaca - l'intervento di Gianfranco Fini all'Assemblea nazionale del PDL

Da oggi nel Pdl cambia tutto

Ringrazio il presidente del partito e tutti gli amici della direzione nazionale e dei gruppi parlamentari, e credo che questa riunione sia un appuntamento utile e per certi aspetti indispensabile per fare chiarezza. Ce n’è necessità per il doveroso rispetto che ognuno deve a se stesso e direi ancor di più per il rispetto che tutti insieme dobbiamo agli italiani. ..... CONTINUA A LEGGERE...

4/23/2010

Roberto Formigoni proclamato ufficialmente presidente

L'ufficio elettorale della Corte d'appello di Milano ha proclamato giovedì 22 aprile Roberto Formigoni presidente della Giunta della Regione Lombardia ed eletti insieme con lui i primi sette consiglieri della lista "Per la Lombardia". La comunicazione ufficiale è stata inviata direttamente al presidente Formigoni. "Da oggi - ha commentato Formigoni - ho 10 giorni di tempo per dar vita alla Giunta, ma vedrò di accelerare".

Gianfranco Fini: «Attenti al centralismo carismatico»

«Al nord siamo diventati la fotocopia della Lega, l'identità del Carroccio è chiara, la nostra al nord non lo è. Appiattirsi sulle posizioni di Bossi è pericoloso, nel centrosud sono preoccupati per l'influenza della Lega», è uno dei passaggi del discorso di Gianfranco Fini alla direzione nazionale del Pdl che più ha innervosito Silvio Berlusconi. E ancora: «Sull'immigrazione dico le cose che dicono i partiti popolari europei. Dire altre cose significa compiacere la Lega» continua Fini, con un Berlusconi che appare sempre più infastidito. E allora Fini gli chiede, secco: «Berlusconi credi sul serio che la lista del Pdl a Roma non sia stata presenta per un complotto?» dice Fini. Replica del premier che annuisce con la testa «Oggi le cose cambiano per il Pdl – ha proseguito Gianfranco Fini – c'è una maggioranza che condivide in toto le cose fatte da Berlusconi e una minoranza che non le condivide. Non siamo in cerca di potere, anzi chi è con me ha messo in conto di perdere una fetta» «Attenti al centralismo carismatico» scandisce Fini. «Non credo che la libertà di opinione possa rappresentare il venir meno alla lealtà - continua Fini - all'interno del Pdl cui sono indicazioni diverse da quelle che vanno per la maggiore» «Berlusconi, te lo dico in faccia, il tradimento non è nell'animo di chi critica in privato», dice Fini. Berlusconi sbotta: «Non mi attribuire cose che non ho mai detto». Fini insiste: «Hai diritto di replica, lo eserciterai. Non è alto tradimento dire che certe cose le possiamo fare meglio, e uscire faticosamete dal coro e non dire che tutto va bene. Non è possibile derubricare opinioni diverse come mere opinioni di carattere personale: non sono le mie bizze, non sono geloso di Berlusconi. Dico quello che penso e lo faccio da mesi».